BREMBO PASTIGLIE CARATTERISTICHE

Brembo Pastiglie Struttura Pastiglie
02 - Tabella mescole

CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E FUNZIONALI

Le mescole che vengono normalmente utilizzate negli impianti frenanti sono classificate in due sole famiglie, ORGANICHE e SINTERIZZATE. La chimica del materiale da attrito è naturalmente diversa da produttore a produttore, si può comunque descrivere in linea di massima la composizione delle due famiglie di mescole:
Materiali Sinterizzati: sono sostanzialmente composti da polveri metalliche, che vengono agglomerate tra loro attraverso un processo che richiede pressioni e temperature molto elevate, chiamato appunto SINTERIZZAZIONE.

La forma voluta si ottiene attraverso uno stampo e non sono presenti collanti: il processo di sinterizzazione fa sì che l’impasto aderisca al supporto metallico (la piastrina). Inoltre, nel composto iniziale, vengono aggiunte percentuali di lubrificanti ed abrasivi. Le polveri metalliche determinano il coefficiente d’attrito, e cioè quanto frena la pastiglia, mentre i lubrificanti (anche se parlare di lubrificanti nelle pastiglie freno può sembrare un controsenso) concorrono nella stabilità  della frenata, consentono cioè una frenata costante e senza “strappi”. Gli abrasivi tengono puliti i dischi, rimuovendo i depositi sulla fascia frenante.

Materiali Organici: sono composti principalmente da resine leganti, metalli, lubrificanti ed abrasivi. In questo caso il coefficiente d’attrito è generato dai metalli e dalle resine, mentre lubrificanti ed abrasivi svolgono il lavoro sopradescritto.
Riassumendo brevemente possiamo dire che le polveri metalliche (nelle sinterizzate) e le resine leganti più gli eventuali metalli (nelle organiche) determinano in funzione della loro natura e percentuale il grado del coefficiente d’attrito; i lubrificanti svolgono la funzione di stabilizzatori dell’attrito mentre gli abrasivi mantengono il disco pulito.

SCELTA DELLA MESCOLA
La ragione principale per cui risulta necessario operare una scelta ponderata, (parlando di pastiglie stradali) si riconduce all’andamento del valore del coefficiente d’attrito di una determinata mescola al variare della temperatura, laddove 350°C. possono essere considerate la linea di demarcazione tra le temperature sviluppate in strada piuttosto che in pista: sopra questa temperatura una mescola stradale entrerà  in fading (l’abbassamento dellâ’efficacia dei freni dovuto all’aumento della temperatura di dischi e pastiglie. In parole semplici la pastiglia frenerà  sempre meno e tenderà a “scivolare” sul disco.
Anche la tipologia di veicolo contribuisce fortemente nella progettazione di una mescola: si prendano come esempio i maxi-scooter, veicoli che per peso, velocità  e prestazioni hanno ormai raggiunto il livello delle motociclette. Ebbene il loro utilizzo tipico, (uso cittadino con frenate continue a basse velocità  e sfruttamento intensivo del freno posteriore) hanno portato i costruttori di pastiglie a dedicare uno studio specifico.
Il fuori-strada è un esempio sintomatico: agenti esterni caratteristici di questa specialità  motociclistica (sabbia, acqua e fango) debbono essere tenuti in appropriata considerazione per evitare decadimento di prestazione oppure usura elevata.

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